Liceo Quadriennale, la voce dei protagonisti

di Benedetta Calvo e Angelica Trippa

È tempo di scegliere la scuola superiore. In questi giorni e per i prossimi, i ragazzi giunti alla fine del primo ciclo di istruzione sono impegnati nell’orientamento per le iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado.

La nostra scuola, prima sul territorio per l’introduzione del liceo delle scienze umane quadriennale a indirizzo sperimentale, ha attivato tante iniziative per far conoscere la sua offerta didattica, come la giornata di Open Day in programma per questo sabato 15 dicembre, quando la scuola aprirà le porte al territorio dalle ore 10:00 alle 14:00.

Questa mattina abbiamo incontrato Lorenzo e Ilaria, due degli alunni del I liceo quadriennale del nostro Istituto per farci raccontare da loro l’esperienza di questa novità che sta raccogliendo pareri molto positivi.

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R: Come funziona il quadriennale?

Ilaria: Il liceo quadriennale è un  liceo sperimentale che prevede la chiusura dei programmi in quattro anni invece di cinque, la più grande differenza è che si iniziano materie come chimica, filosofia, storia dell’arte e fisica fin dal primo anno.

R: Come vi trovate?

Lorenzo: Noi tutti ci troviamo bene in questo istituto e ci sentiamo parte integrante del liceo Santa Lucia Filippini, questo grazie anche al fatto che non sono presenti sezioni.

R: Perché avete fatto questa scelta?

Ilaria: Io  personalmente non ero in questa scuola l’anno scorso, poi, con il passare del tempo, ho capito che non faceva per me. Prendendo in considerazione le altre scuole, questa era quella che mi piaceva di più dal punto di vista dell’ambiente e della didattica. Venendola a visitare e assistendo ad alcune lezioni ho capito che questa scuola offriva realmente quello che diceva di avere.

R: Oltre alle materie classiche in quali altre vi sperimentate?

Lorenzo: Con il progetto quadriennale sono state aggiunte due nuove materie innovative: intercultura e tecnologia, uniche in tutta Italia. Per tecnologia svolgiamo più moduli, ad esempio all’inizio dell’anno abbiamo svolto il corso di fotografia digitale: studiando come si fa una foto, come si sviluppa e il macchinismo che c’è dietro ad una macchina fotografica quindi le varie impostazioni e Photoshop. Intercultura, invece, ci permette di sviluppare il nostro pensiero e in queste ore didattiche cerchiamo di comprendere le culture degli altri popoli e delle altre persone.

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Uno dei tanti lavori svolti durante il corso di fotografia digitale.

R: Come funzionano i tirocini?

Ilaria: I tirocini nel quadriennale funzionano così: in alcune ore di educazione fisica impariamo come si svolge una lezione e la andiamo a fare a dei ragazzi più piccoli, come i bambini delle elementari. Invece per tecnologia abbiamo dei moduli, una volta imparato l’argomento andiamo dai ragazzi delle medie e spieghiamo ciò che sono i moduli. Stiamo iniziando statistica.

R: Consigliereste il quadriennale?

Lorenzo: Noi alunni del quadriennale consigliamo fortemente il nostro istituto perché, grazie al corpo docenti e la collaborazione tra compagni, possiamo studiare in un ambiente sereno e privo di discriminazioni.

R: Studiate una sola lingua?

Ilaria: Sì, studiamo una sola lingua ossia l’inglese. La ampliamo però, oltre alle tre ore settimanali stabilite, abbiamo anche una professoressa esterna madrelingua che ci fa fare solamente dialogo.

R: Farete delle uscite didattiche?

Lorenzo: Sì, le faremo. A breve andremo in gita ai Musei Vaticani nel reparto egizio ed etrusco, perché stiamo trattando lo stesso argomento sia in geostoria che in arte.

Promessi Sposi, ne vale davvero la pena?

di Edoardo Lalicata

Quest’anno, noi alunni del secondo liceo, abbiamo iniziato a studiare in modo più approfondito “I Promessi Sposi”. Questo è un capolavoro della letteratura italiana di Alessandro Manzoni. Nella prima parte del racconto, Manzoni ci descrive in modo molto dettagliato il luogo. manzoniSubito dopo inizia con la descrizione del primo personaggio: Don Abbondio. Tornando a casa, incontra i bravi (coloro che nel 1500 e nel 1600 proteggevano il loro padrone) e capì subito che stavano aspettando proprio lui. Don Abbondio decise di andare da loro fingendosi coraggioso e i bravi iniziarono il discorso. Il loro padrone voleva impedire il matrimonio tra Lorenzo (Renzo) e Lucia. Quando Don Abbondio chiese chi fosse il signore che aveva mandato loro, i bravi risposero con il nome di Don Rodrigo. Il povero curato capì così che non c’era niente da fare, quindi tornò a casa da Perpetua. Dopo questo episodio si parlerà della vita di Don Abbondio, ma non voglio rivelarvi nulla della trama, altrimenti offuscherei il piacere di leggerlo.Promessi_sposi_4dff73068db85

Parliamo invece dei punti forti del libro: il paesaggio è ben descritto con i tratti reali di quell’epoca, i costumi e le tradizioni sono ben definite e ogni personaggio prende un posto preciso all’interno della trama. Purtroppo il libro presenta anche dei punti deboli: tanto per cominciare i personaggi sono così tanto caratterizzati da occupare pagine e pagine di descrizioni in ogni capitolo; il tempo della storia, inoltre, è spesso oggetto di lunghe pause che rallentano il ritmo della lettura. Avete due strade: abbandonare l’idea di leggere questo romanzo ancor prima di iniziare o mettervi con santa pazienza a leggere tutti i dettagli e le digressioni in cui Manzoni si è dilungato. Senza dubbio la prima è un’opzione più semplice, ma così non scoprirete mai i messaggi di giustizia, amore, fede e bontà che questo libro ci ha lasciato e per i quali Renzo e Lucia meritano di essere ricordati a lungo.

Pericolo per la California: “La Faglia di Sant’Andrea”

Per la parte che il nostro blog dedica agli approfondimenti su temi sempre diversi, decidiamo oggi di fare piccolo zoom su un argomento affrontato con il professore di Scienze. All’interno del discorso sui terremoti, qualche giorno fa, ci siamo soffermati sulla famosa “Faglia di Sant’Andrea”: una vera e propria minaccia per la California e le zone ad essa limitrofe. Negli ultimi tempi, tra l’altro, tale frattura è stata oggetto di discussioni da parte degli esperti, soprattutto dopo che un gruppo di sismologi di fama internazionale l’ha definita “pronta a esplodere”.

Ma vediamo che cos’è…

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Quella di Sant’Andrea è una faglia trascorrente che si estende per circa 1300 km attraverso la California, tra la placca nordamericana e la placca pacifica. Questa frattura del terreno è famosa per i terribili terremoti che sono avvenuti nelle sue vicinanze di cui sembra essere stata responsabile. Ad essa è legato il mito del Big One – terribile terremoto che rischierebbe di staccare la California dal resto del continente – che ha comunque reso ancora più famosa questa zona tanto da trasformarla in meta di visite turistiche. E proprio al Big One si riferiscono gli studiosi che ultimamente hanno predetto, entro trent’anni, un nuovo disastro ambientale.

Storicamente la faglia risale al 1895, quando fu individuata per la prima volta nella California settentrionale da Andrew Lawson, il quale scoprì inoltre che i danni peggiori, tale frattura, li avrebbe causati nella parte meridionale della California (nei pressi di Los Angeles), dove è accumulato il maggior grado di energia. Storicamente la faglia di Sant’Andrea fu responsabile del disastroso terremoto che nel 1806 colpì la città di San Francisco distruggendola quasi completamente. I geologi statunitensi pensano a un nuovo evento simile, certo è che è difficile prevedere la potenza della natura.

Qualche momento del nostro open-day…

Il mese di ottobre si è aperto alla grande.

L’open day di inaugurazione dell’anno scolastico, svolto lo scorso 5 ottobre, ha riunito nel piazzale del nostro Istituto tutte le classi – dai bambini della scuola primaria alle ultime leve del liceo – docenti, famiglie e curiosi interessati all’offerta formativa della scuola.

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 L’open day è stata anche l’occasione per salutare e accogliere tutte le prime classi di ogni ciclo, compreso il primo liceo quadriennale, novità assoluta sul nostro territorio e le città vicine. Dopo i doverosi saluti e la presentazione dei tantissimi progetti attivi nell’anno scolastico corrente, il momento di festa è proseguito con l’apertura del mercatino di beneficenza e un ricco buffet offerto dai genitori.

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Diario di scuola, riapre la nostra redazione!

Cari lettori,

dopo qualche mese di fermo eccoci di nuovo alle prese con il nostro blog.

L’esperienza dello scorso anno ci ha permesso di confrontarci con tanti tipi di notizie, quelle del nostro piccolo mondo scolastico e delle nostre città, ma anche quelle che ci hanno colpito di più a livello nazionale e mondiale.

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È stato un anno di prova durante il quale ci siamo cimentati in una lunga attività di ricerca e conoscenza, attraverso quotidiani e giornali online, scegliendo – settimana dopo settimana – cosa raccontarvi e come farlo nel migliore dei modi.

Nel frattempo abbiamo messo su una piccola redazione, ognuno con la sua postazione PC e con tanta voglia di riempire queste pagine di diario virtuale.

Quest’anno vogliamo raccontarvi ancora di più, ma soprattutto aprire uno spazio dedicato a voi, alle vostre idee, proposte, articoli di approfondimento e suggerimenti per migliorarci. Basterà scriverci all’indirizzo e-mail giornalinob@gmail.com; inoltre vi ricordiamo che la nostra redazione è aperta tutti i martedì dalle 15 alle 17… venite a trovarci!

CinemaMania: un amore che va oltre le differenze di classe

di Giulia Lupoli e Azzurra Bianchi

Lo scorso dicembre è uscito in tutti i cinema “Come un gatto in tangenziale”,un film comico che ha quattro protagonisti: Monica, Giovanni, Agnese e Alessio. Giovanni, rientrato da Bruxelles per motivi di lavoro, scopre che sua figlia Agnese di 13 anni si è fidanzata con Alessio, ragazzo proveniente da un quartiere malfamato di Roma. Così Giovanni inizia a seguire Agnese per scoprire qualcosa in più e, lungo la strada che lo porterà nella periferia di Bastogi, ha modo di incontrare Monica, madre di Alessio. Il primo impatto non è proprio dei migliori visto che la donna distruggerà il parabrezza del povero Giovanni con una mazza da baseball.  Una volta giunto nel palazzo in cui abitano Monica e Alessio, Giovanni tenta di dissuadere la figlia dal frequentare gente di così bassa estrazione sociale. Nemmeno Monica è entusiasta all’idea che il figlio si fidanzi con una persona altolocata, così Giovanni cerca di allearsi con la donna per far ragionare i ragazzi. L’unione tra i due però è destinata a durare. A questo punto Giovanni e Monica iniziano controvoglia a frequentarsi e a entrare in contatto con le rispettive famiglie. Giovanni sta crescendo Agnese da solo, poiché la madre – Luce – si è trasferita in Francia dove coltiva lavanda per profumi. Alessio vive invece in una famiglia numerosa con la madre e due zie, Pamela e Sue Ellen, due ladre che trascorrono la giornata davanti alla televisione, mentre il padre – Sergio – è in carcere da anni. Monica invita Giovanni e Agnese a trascorrere una giornata al mare; Giovanni ricambia la domenica successiva, portando Monica e Alessio nell’isolata Capalbio. Entrambi i genitori faticano ad ambientarsi in una realtà che percepiscono come lontana dal loro modo di vivere. Quando Luce rientra dalla Francia, Monica invita tutta la famiglia a pranzo a casa sua. In quest’occasione irrompe Sergio, appena uscito dal carcere grazie a un indulto, che manifesta il proprio disprezzo per il lavoro  dei genitori di Agnese. Luce, che da giovane ha combattuto molte battaglie a favore della borgata, è scioccata dal contesto in cui rischia di vivere Agnese. Agnese e Alessio si lasciano, con le famiglie che tornano alle rispettive vite. Tuttavia Monica, che durante il pranzo ha preso le parti di Sergio, ha capito che c’è un fondo di verità nelle parole di Giovanni e, quando l’ex marito finisce nuovamente in carcere, inizia a informarsi sui fondi europei. Giovanni vola a Bruxelles per ottenere l’erogazione dei fondi. Durante il discorso davanti alla commissione abbandona il testo scritto, raccontando ai parlamentari come sia veramente difficile la vita nelle periferie multietniche. Monica utilizza i fondi per avviare un’attività di pizza insieme al vicino di casa indiano. Una sera effettua una consegna in centro, scoprendo solo in seguito che la consegna era diretta a Giovanni e alla stessa Monica. Il film si chiude con l’immagine dei due che consumano la pizza in un parco, lasciando forse intendere di avere intrapreso una storia d’amore.

Siria, pericolo di una nuova guerra mondiale?

di Elena Piccinini

Non un conflitto tradizionale, ma una guerra civile con conseguenze a livello internazionale. È ciò che sta accadendo in Siria.

Gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna hanno colpito in questi giorni le città siriane di Damasco e Homs in risposta all’attacco chimico alla città di Duma, che i tre alleati attribuiscono al regime di Assad. ديفيد هيرست: دول عربية وراء العدوان على غزة

La Siria è controllata da diverse fazioni. In questo periodo c’è una zona sotto il controllo del governo siriano guidato da Assad, che ha il sostegno della Russia e dell’Iran. L’altra area più importante è quella posta sotto il controllo delle forze curde, che sono sostenute dalla coalizione internazionale (a guida americana). Ci sono ancora delle zone controllate da quello che resta dello Stato islamico: negli ultimi tempi queste aree si sono ridotte sempre più. L’altra presenza è quella dei ribelli siriani: forze che fin dal principio hanno cercato di opporsi ad Assad e hanno guidato le proteste contro di lui, chiedendone le dimissioni. Infine, ci sono piccole zone in cui si registra la presenza del gruppo jihadista Tahrir al-Sham, che è in contrapposizione con l’Isis. I ribelli siriani accusano il governo di Assad di avere usato armi chimiche durante i raid iniziati tra sabato 7 aprile e lunedì 9 aprile. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria le vittime sono decine e le condizioni di salute di molti feriti si sono aggravate a causa di difficoltà respiratorie. I media internazionali parlano di 100 morti, tra i quali molti bambini e donne. L’utilizzo di armi chimiche è però stato escluso dal generale russo Yuri Yevtushenko, che accusa i paesi occidentali di mentire per rallentare le azioni contro l’Isis. In molti stanno gridando al pericolo di una nuova guerra mondiale, se fosse così vorrebbe davvero dire che la storia studiata a scuola, le morti e i sacrifici di tante persone innocenti non ci hanno insegnato proprio niente.