Violenze nelle scuole, l’ultimo caso avvenuto ai Castelli Romani

scula materna-2di Sara Devito

Ci troviamo a parlare di un altro caso di maltrattamento su minori nelle scuole italiane, accaduto qualche giorno fa a Roma. Presso l’area dei Castelli Romani, tre maestre e una collaboratrice scolastica sono state ritenute responsabili di strattonamenti, offese verbali e colpi alla testa; questi gesti causano nei bambini delle sofferenza e un disagio continuo. Le quattro donne sono state arrestate e il giudice per le indagini preliminari descrive un grave quadro indiziario, ritenendole responsabili di “sopraffazione sistematica” nella loro attività lavorativa.

Purtroppo questo non è l’unico caso, solo nello scorso anno sono state registrate almeno una decina di questi gravi episodi. Uno di questi è successo a Manfredonia, in provincia di Foggia, dove una docente di 61 anni maltrattava i bambini nella scuola materna perché non restavano seduti, in silenzio o addirittura perché sbagliavano a colorare.

Altro caso a Santa Croce, nei pressi di Reggio Emilia, dove una maestra d’asilo accusata di maltrattamenti psicologici e fisici su bambini intorno ai 4 anni, è stata sospesa per 6 mesi dall’ insegnamento. La misura cautelare di interdizione dai pubblici uffici e divieto di insegnare in qualsiasi scuola è stata applicata dal Gip di Reggio Emilia.“Piangi pure, non mi interessa sentirti piangere” è una delle tante frasi pronunciate dalla docente ad un suo alunno, inoltre in molti video sono stati ripresi i bambini strattonati in modo violento, presi per i capelli o addirittura per il collo; l’insegnante li rovesciava dalla brandina per il riposino pomeridiano, accompagnando il tutto con pizzicotti alle gambe e alle braccia, causando dei lividi. Una madre, per fortuna, si era accorta di tali maltrattamenti sulla figlia e ha denunciato subito l’accaduto.

Al momento la Lombardia è la prima regione d’Italia ad aver preso un’iniziativa che serve a tutelare i minori nelle scuole nidi, con un’installazione degli impianti di videosorveglianza. L’assessore alla Famiglia Silvia Piani ha spiegato come – affinché i bambini vengano tutelati – c’è bisogno di telecamere a circuito, rassicurando che i filmati saranno resi disponibili soltanto all’ autorità giudiziaria.

 

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