La cultura dell’integrazione nelle parole di Papa Francesco

di Denise Paolini e Sara De Vito

In occasione della Giornata mondiale del Migrante, celebrata il 14 gennaio 2018 e dedicata agli immigrati e ai rifugiati, Papa Francesco ha espresso il suo pensiero attraverso quattro parole alle quali ha dedicato una profonda spiegazione. Sono i concimagesetti legati all’accogliere, al proteggere, al provvedere e all’integrare così cari al Papa perché carichi di forti messaggi legati alla fratellanza e alla solidarietà. Non solo, Papa Francesco dà rilievo anche al concetto di unione, fondamentale per azzerare tutte le diversità, a partire da quelle per razza e religione. Il Pontefice vuole in ogni modo  promuovere la cultura dell’incontro e della multiculturalità, documentando e dirigendo le pratiche di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali a processi integrativi. Su questo tema è nato “Italiani anche noi”, un programma televisivo che racconta l’Italia che arriva e che accoglie attraverso l’ideazione di una scuola di italiano per stranieri. Il programma, iniziato lo scorso 14 gennaio, sarà trasmesso ogni domenica alle 19,30 su TV2000 per dieci puntate. Proprio dal sito del canale Tv abbiamo trovato delle parole relative al programma che teniamo a condividere: “perché la scuola è il punto di incontro, la nostra lingua, importante per integrarsi, per conoscere la realtà e i propri diritti, ma soprattutto per sentirsi italiani”.

Passione e sacrificio, la ricetta vincente della prof. Puccillo

di Benedetta Calvo e Paula Marcelino

Si chiama Maria Regina Puccillo e da quest’anno è entrata a far parte del corpo docenti del nostro Istituto come insegnante di educazione musicale. Da subito la professoressa Puccillo ha colpito tutti i suoi alunni per la sua voce melodiosa e soprattutto per la forte passione che trasmette negli assoli e quando ci guida nel canto. Per questo abbiamo deciso di farle qualche domanda.

D. Come ha conosciuto la musica?

R. Io sono nata in una famiglia di musicisti, mia madre era una cantante lirica e quindi sono cresciuta con la musica dentro casa, ho semprFOTO PUCCILLOe ascoltato musica classica e mi è sempre piaciuto dedicarmi al canto.

D. Perché è voluta diventare un’insegnante?

R. Sono impegnata da anni nell’insegnamento del canto, ho ricevuto una chiamata dall’istituto per la cattedra di musica e ho pensato sarebbe stata una bella esperienza insegnare ai ragazzi della scuola Santa Lucia Filippine di Nettuno.

D. Cosa è per lei la musica?

R. Io adoro la musica! È il mio modo di amare, quando canto io sento di trasmettere amore a chi mi ascolta.

D. Dove si è esibita?

R. Mi sono esibita in diverse chiese, in diversi teatri di tutta Italia come il Teatro dell’ Opera di Roma e ho avuto la fortuna di partecipare anche a tournée mondiali, come quella in Giappone.

D. Quale consiglio vuole dare a chi sogna di diventare una cantante bravissima come Lei?

R. Credere nei propri sogni e avere tanta passione, ma anche studiare e impegnarsi tanto. Senza il sacrificio è difficile raggiungere grandi risultati.

La Catalogna, un problema per l’Europa?

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a cura di Naomi Nobile

Uno degli argomenti di maggiore interesse nell’attualità internazionale degli ultimi mesi del 2017 è stato, certamente, il conflitto tra lo stato spagnolo e la regione della Catalogna. Per capire qualcosa di più intorno a questi fatti ecco qualche dato:

  • la Catalogna è una regione sita nel nord-est della Spagna, la sua capitale è Barcellona. Anticamente faceva parte del Regno di Aragona che nel 1479 si unì alla corona di Castiglia con il matrimonio tra i Fernando di Aragona e Isabella di Castiglia, dando origine al primo nucleo dell’attuale Regno di Spagna.
  • In Catalogna si parla, oltre allo spagnolo, la lingua catalana, una lingua romanza simile allo spagnolo e al provenzale. Nella Costituzione spagnola, approvata tramite referendum popolare il 6/12 del 1978 si riconosce alla lingua catalana lo status di lingua co-ufficiale dello stato spagnolo. I cittadini della Catalogna sono liberi di parlarla e scriverla e studiarla nelle scuole.
  • Da sempre la Catalogna è stata una delle regioni più ricche della Spagna e una delle zone con più alto reddito pro-capite d’Europa. Barcellona è sede di molte industrie e di multinazionali importantissime come le marche di abbigliamento Mango,Desigual, Custo, la marca di occhiali Etnia o la marca di automobili Seat, nonché di giganti del settore bancario europeo, dell’editoria internazionale e di importantissime industrie farmaceutiche e tecnologiche come la Softonic.
  • La Spagna dal 2007 ha subito, come molti paesi europei, le conseguenze di una terribile crisi economica che ha comportato un’ importante crescita della disoccupazione. Ora la Spagna, dopo anni di recessione è la Nazione che più cresce in Europa (PIL 2017 +3,1%) e che più posti di lavori sta creando in Europa, ma il tasso di disoccupazione è ancora molto alto (17%) e i problemi non sono stati ancora del tutto superati.
  • La Spagna è uno degli stati del mondo le cui 17 regioni (comunidades autonomas) godono di più ampia autonomia e autogoverno. Le regioni di fatto sono dei piccoli stati che controllano la sicurezza, l’educazione, la sanità. Lo Stato centrale controlla sopratutto la politica generale e quella internazionale. Le imposte che i cittadini pagano sono raccolte dallo Stato centrale che poi si incarica di restituirle alle varie comunità autonome attraverso dei fondi strutturali in base alle esigenze di ciascuna regione autonoma.

Riassunti questi punti andiamo al cuore del problema: dal 2011 alcuni settori della società catalana hanno cominciato, anche a seguito della crisi economica, a rivendicare l’indipendenza dalla Spagna, affermando che attraverso la costituzione di uno stato indipendente i diritti dei catalani e l’economia catalana sarebbero stati meglio difesi da uno stato centrale che viene dipinto come rapinatore e anti-democratico. Gli indipendentisti sostengono, infatti, che la Spagna utilizzerebbe le tasse pagate dai cittadini catalani per finanziare opere pubbliche, servizi in regioni più povere trascurando invece i catalani che sarebbero così sfruttati e tartassati ingiustamente.

La realtà, naturalmente è un’altra, ma i partiti che hanno adottato la bandiera dell’indipendentismo hanno fatto breccia nei settori della società più esposti alle conseguenze della profonda crisi economica internazionale e hanno ricevuti molti appoggi cominciando a rivendicare un fantomatico diritto all’autodeterminazione e un diritto a votare in un referendum popolare per l’indipendenza.

Secondo quanto stabilito dalle convenzioni ONU, hanno diritto all’ auto-determinazione, cioè a staccarsi da uno stato, solo le regioni sottoposte ad un regime dittatoriale o le colonie, caso che naturalmente non riguarda la Catalogna, che fa parte di uno stato democratico e di diritto e, naturalmente non è una colonia della Spagna , ma uno dei territori che dall’ Età moderna ha sempre costituito una delle regioni più importanti del Regno.

Finalmente, a settembre del 2017, gli indipendentisti hanno imposto, contro la volontà del Governo di Madrid e contravvenendo alle sentenze della Corte costituzionale spagnola che più volte ha dichiarato non legittimo un referendum sull’indipendenza di una comunità autonoma dallo stato centrale senza il consenso di tutte le regioni che costituiscono il Regno di Spagna, la celebrazione di un referendum il 01 ottobre.

Lo Stato spagnolo ha legittimante impedito la realizzazione di tale referendum illegale, anche con l’appoggio di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, e, di fronte alla sfida del governo di Barcellona, ha applicato l’articolo 155 della costituzione spagnola che prevede lo scioglimento del governo di una regione autonoma in caso di disobbedienza e ha convocato elezioni anticipate il 21/12.

Alcuni membri del deposto governo sono stati arrestati, accusati di gravi delitti come sedizione e tentato colpo di stato, altri, come l’ex presidente catalano Carles Puidgmont, sono scappati in Belgio per sfuggire all’arresto.

Il 21/12 si sono celebrate le elezioni e i partiti che si oppongono all’indipendenza (detti costituzionalisti) hanno vinto in numero di voti, ma purtroppo, a causa della legge che elettorale che ripartisce i seggi del parlamento autonomo della Catalogna, non hanno avuto la maggioranza dei seggi.

La situazione attualmente appare incerta e rappresenta uno dei più gravi problemi che in questo momento sta affrontando l’Unione Europea: l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna in forma illegale comporterebbe l’espulsione della regione dalla comunità europea e potrebbe rappresentare, oltre che un gravissimo colpo all’economia dell’intera unione, anche un possibile precedente per altre regioni europee come la Corsica o il Veneto che rivendicano l’indipendenza.

Continueremo a seguire la vicenda e vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Vacanze finite, si rientra a scuola!

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a cura di Elena Piccinini

Ieri noi alunni siamo tornati sui banchi di scuola, dopo le vacanze di Natale abbiamo ripreso le attività didattiche sicuramente con un po’ di nostalgia dei giorni di vacanza, ma felici di rivedere i nostri compagni e i professori.

L’ultimo giorno di scuola era stato il 22 dicembre, quando per salutarci e augurarci un buon Natale abbiamo festeggiato con dolci, musica e giochi a classi aperte e atteso il suono della campanella nel cortile della scuola. Insomma, ci siamo divertiti tantissimo!

Al rientro sono iniziate di nuovo le lezioni, i professori hanno iniziato a interrogare, spiegare nuovi argomenti e fissato sul registro di classe le date delle verifiche.

Proprio oggi abbiamo tolto gli addobbi natalizi dal corridoio e dalle classi, le vacanze sono davvero finite!

È tornato il momento di studiare…

Siamo felici di augurare a tutta la nostra grande famiglia del Santa Lucia Filippini un sereno 2018, che ci porti tanti bei voti.

Gita al Guido Reni e intervista a Silvia Treglia, docente di Educazione Fisica

a cura di Elena Piccinini e Silvia Corradi

Lo scorso mercoledì 28 novembre le classi della scuola media e superiore del nostro Istituto hanno partecipato all’uscita didattica presso il Museo Guido Reni di Roma che, in questo periodo, sta ospitando cinque grandi mostre a tema scientifico. Tra i padiglioni visitati quello dedicato al Cosmo, con reperti originari della Nasa, e quello della scienza interattiva (Scientopolis). Nonostante il tempo e il traffico tipico di giornate piovose, la gita è stata davvero apprezzata da tutti noi perché abbiamo avuto modo di divertirci e, al tempo stesso, entrare nel meraviglioso mondo della scienza e del mondo naturale.

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Proprio per questo abbiamo pensato di fare qualche domanda alla Prof.ssa Treglia, docente di educazione fisica e organizzatrice dell’uscita al Guido Reni.

D. Perché ha scelto il Museo Guido Reni come meta per un’uscita didattica?

R. Perché mi affascinato il fatto che trattasse argomenti scientifici e poi il fatto che anche voi potevate vivere il tutto come un’esperienza interattiva, infatti Scientopolis aveva dei veri e propri laboratori che potevate sperimentare.

D. Ci sono stati degli ostacoli nell’organizzazione dell’uscita?

R. Sì, inizialmente abbiamo dovuto cambiare data perché il numero di partecipanti era elevato e l’organizzazione dei padiglioni del museo non riusciva a garantire l’ingresso di tutto il gruppo nel giorno stabilito. Un’altra difficoltà è stata quella di trovare la disponibilità di tre pullman che potessero accompagnarci. Infine la struttura non offriva un servizio adeguato per l’accoglienza dei gruppi scuola: il bar aveva prezzi molto elevati e non era dotato di spazi sufficienti per ripararci dalla pioggia. Nonostante le difficoltà iniziali, è andato tutto bene e ci siamo divertiti.

D. Come ha organizzato l’uscita?

R. Innanzitutto abbiamo dovuto chiamare la segreteria del museo per informarci sui prezzi e sulle disponibilità dei giorni e delle guide, successivamente abbiamo richiesto l’autorizzazione dei genitori degli alunni e, raccolte le adesioni e i soldi, abbiamo fatto il bonifico che ha consentito al museo di mandarci i biglietti per partecipare alle due mostre previste. Ogni classe ha visitato due padiglioni dedicati a temi scientifici diversi.