La storia di Babbo Natale

Di Ruggero Ravelli

Babbo Natale è il personaggio che distribuisce doni ai bambini nella notte della vigilia di Natale, presente in tante culture.

Deriva da San Nicola vescovo di Myra (nell’odierna Turchia) dove si dice che trovò cinque  bambini rapiti e uccisi da un oste,  li riportò in vita: da lì fu considerato protettore dei bambini, è  il protagonista di diversi racconti che cambiano in ogni Paese.

babbo_natale1Ad esempio in Germania si pensa che nel periodo natalizio il Dio Odino preparasse una grande battuta di caccia e la gente del posto doveva lasciare un paio di stivali in cui mettevano il cibo per il suo cavallo volante: Sleipnir.                                                            Nella tradizione nordica egli viene raffigurato come un pastore liturgico, con un vestito religioso come se fosse un papa, viaggia con una capra con la quale distribuisce i regali.

Nella vigilia di Natale in molti paesi si fanno delle offerte: negli Stati Uniti ad esempio si preparano delle offerte (del tipo carote per le renne, latte e biscotti ecc.) e al loro posto si troveranno dei regali, ma secondo la tradizione ci si deve comportare bene tutto l’anno per far si che Babbo Natale porti i regali solo ai bambini buoni, mentre a quelli cattivi porterà  il carbone.

Nei paesi anglofoni viene chiamato Santa Claus. Il Babbo Natale di oggi rappresenta il portatore di doni di ispirazione religiosa e popolare così come venne raffigurato per la prima volta nel XVII secolo in Inghilterra descritto come un signore barbuto e corpulento vestito di un lungo mantello verde e ornato di pelliccia. Charles Dickens lo usò per rappresentare lo spirito  del  Natale presente, nel suo famoso libro: Christmas Carol

 

Per chi suona la campana, la triste realtà di Ernest

di Edoardo Lalicata

“Per chi suona la campana” è un romanzo di Ernest Hemingway che si basa su fatti realmente accaduti e che egli stesso ha vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Tutto iniziò nel 1940 sulle montagne della Spagna dove troviamo Robert Jordan (alterego di Ernest), un giovane soldato americano partito volontario per una missione: far saltare un ponte vitale per le forze franchiste. Qui Robert fa la conoscenza di Anselmo, un rivoluzionario che lo conduce al suo accampamento, del capogruppo Pablo, dello zingaro Rafael e di Maria, una giovane ragazza di cui si innamora. Iniziamo con i punti forti della trama: questo racconto man mano che si va avanti rivelerà sempre più sorprese, ci farà capire il rapporto fra i personaggi principali e secondari, ci racconterà le storie precedenti alla guerra e la vita antecedente dei personaggi e ognuno di essi si rivelerà più interessante e misterioso di quello precedente. 

14187

Purtroppo questo racconto di guerra presenta anche delle falle: per iniziare il linguaggio scurrile e volgare, i racconti macabri e crudeli dei personaggi, i complotti e le scene di tradimento e carneficina. Nonostante questi punti deboli, il libro presenta una spirale di emozioni e  sentimenti  molto coinvolgenti e reali: ci presenta una realtà che noi non abbiamo mai conosciuto, dove sono esistite persone che hanno versato sangue e sudore nella speranza di sfuggire alla guerra, rimanendone invece sempre più coinvolti.

Alcuni sono poi sopravvissuti con una cicatrice mai dimenticata, altri sono morti, alcuni ancora sono rimasti segnati a vita. Consiglio a tutti di leggere i racconti di Ernest, un uomo che è riuscito a sfuggire a questa realtà e che ha avuto il coraggio di narrarla.

CinemaMania, il ricordo indelebile di una giovane chiamata Anna Frank

di Silvia Corradi e Valentina Verde

Hanneli e Anna sono due adolescenti ebree di origine tedesca che vivono ad Amsterdam da quando le loro famiglie hanno deciso di abbandonare la Germania.

la-locandina-di-mi-ricordo-anna-frank-144920
La locandina del film uscito nel 2009

Se a prima vista i nomi ci suggeriscono poco, la storia sicuramente ci risuona molto familiare.Infatti, quando la scorsa settimana la nostra classe si è ritrovata con la prima e la terza media a vedere “Mi ricordo Anna Frank”, erano davvero in pochi a non conoscere per fama la giovane ragazza ebrea autrice del più famoso diario della storia.

Il film “Mi ricordo Anna Frank” non è solo il racconto di una guerra atroce che ha fatto tantissime vittime, ma anche quello dei valori e dei sentimenti autentici.

L’amicizia che lega Hanneli e Anna è molto profonda, ma verrà spezzata dall’attuazione delle leggi antiebraiche, dalla conseguente occupazione tedesca e le successive improvvise sparizioni di amici e parenti, tra cui la stessa famiglia Frank, nascostasi in un alloggio segreto.

miricordoannafrank
Una scena del film “Mi ricordo Anna Frank”

Le due amiche si ritroveranno loro malgrado nel campo di concentramento di Bergen Belsen, dove Anna è tra i deportati senza alcun privilegio e dove troverà la morte. Hanneli verrà a conoscenza della morte dell’amica solo dopo la fine della guerra, quando Otto Frank andrà a trovarla in ospedale e le dirà che sua figlia non è sopravvissuta. Da quel momento Otto diventerà il padre adottivo di Hanneli e riuscirà a farla arrivare in Palestina dove potrà iniziare una nuova vita.

Una parte interessante del film è la storia del rabbino Buch, salvato da un soldato tedesco in cambio di lezioni per migliorare il suo livello d’istruzione.  La riconoscenza del rabbino è evidente nel momento in cui quest’ultimo, dovendo interrogare il ragazzo, non gli fa domande sulle nozioni da studiare. Lo schiaffo in faccia finale sarà per il giovane motivo di profonda riflessione.