di Francesca Chialastri
Fabrizio Frizzi, è stato un conduttore televisivo italiano. È nato a Roma il 5 febbraio 1958. Ispirandosi a Corrado, ha condotto varietà di quiz e talent show, come Miss Italia. È stato considerato dagli anni ottanta uno dei principali volti maschili della Rai.
Cominciò la sua carriera da giovanissimo nella radio e nelle televisioni private, per approdare poi alla Rai dove partecipò alla trasmissione per ragazzi “Il Barattolo”, prima come inviato e poi come conduttore fisso insieme a Roberta Manfredi.
Fabrizio Frizzi è morto il 26 marzo 2018, all’ospedale Sant’Andrea di Roma durante la notte, in seguito ad una emorragia celebrale. Le camere ardenti saranno allestite oggi nella sede Rai in Viale Mazzini. I funerali si terranno il 28 marzo nella chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma.
Fabrizio era un uomo gentile con tutti, ha combattuto fino all’ultimo come un leone.
Sentite condoglianze a sua moglie Carlotta Mantovan e alla figlia Stella.


etti legati all’accogliere, al proteggere, al provvedere e all’integrare così cari al Papa perché carichi di forti messaggi legati alla fratellanza e alla solidarietà. Non solo, Papa Francesco dà rilievo anche al concetto di unione, fondamentale per azzerare tutte le diversità, a partire da quelle per razza e religione. Il Pontefice vuole in ogni modo promuovere la cultura dell’incontro e della multiculturalità, documentando e dirigendo le pratiche di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali a processi integrativi. Su questo tema è nato “Italiani anche noi”, un programma televisivo che racconta l’Italia che arriva e che accoglie attraverso l’ideazione di una scuola di italiano per stranieri. Il programma, iniziato lo scorso 14 gennaio, sarà trasmesso ogni domenica alle 19,30 su TV2000 per dieci puntate. Proprio dal sito del canale Tv abbiamo trovato delle parole relative al programma che teniamo a condividere: “perché la scuola è il punto di incontro, la nostra lingua, importante per integrarsi, per conoscere la realtà e i propri diritti, ma soprattutto per sentirsi italiani”.