Vittorio Lei, dalla passione per la robotica alla scelta felice dell’insegnamento

di Elena Piccinini e Giovanni Savaglia

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Questa settimana abbiamo scelto di fare due chiacchiere con il nostro professore di tecnologia, Vittorio Lei. Il nostro prof – che insegna anche matematica al biennio del liceo delle Scienze Umane – è stato tra i promotori del nuovo liceo quadriennale e dei progetti riguardanti l’informatica. Gli abbiamo chiesto quale è stato il suo percorso formativo e cosa lo ha portato a tornare tra i banchi di scuola.

 

 

D. Come ha scoperto la passione per la tecnologia e la matematica?

R. Per quanto riguarda la matematica, non sono io che l’ho scelta ma lei ha scelto me. Al liceo ero molto attento alle lezioni di matematica e durante il cambio dell’ora facevo i compiti assegnati dal professore. Vedendo dei risultati positivi ho capito che la matematica faceva parte di me. Il professore era molto severo e avendo capito che facevo i compiti in classe, quando mi interrogava cercava di farmi arrivare all’argomento successivo con la logica. Invece a 18 anni è nata la passione per la biotecnologia che mi ha fatto avvicinare alla tecnologia, parliamo del periodo in cui c’è stato il “boom” della robotica e dell’ingegneria.

D. Perché ha deciso di diventare un insegnante?

R. In realtà mi sono trovato per caso a insegnare, l’anno scorso ho avuto il mio primo incarico annuale. Quando ho intrapreso la carriera di professore mi sono reso conto di essere più felice, cosa che quando facevo l’ingegnere biomedico non ero.

D. In che scuole ha studiato?

R. Ho frequentato l’ITIS di Nettuno dove ho studiato informatica, mi sono poi iscritto alla facoltà di Ingegneria clinica e biomedica alla Sapienza di Roma, qui ho sostenuto alcuni esami di applicazione che mi hanno permesso di entrare nel settore della robotica-medica. Ho completato la mia formazione con un dottorato in fisica per l’Agenzia spaziale italiana.

D. In che scuole ha insegnato?

R. Oltre al Santa Lucia Filippini, ho fatto alcune supplenze nelle scuole intorno a Frascati, ho insegnato in un Istituto tecnico, in un liceo scientifico e tecnologico, e alle scuole medie di Colonna.

D. Cosa ama e cosa odia del suo lavoro?

R. Amo quando uno studente trova le mie lezioni interessanti. Odio essere severo e valutare i miei alunni esclusivamente con dei numeri.

Passione e sacrificio, la ricetta vincente della prof. Puccillo

di Benedetta Calvo e Paula Marcelino

Si chiama Maria Regina Puccillo e da quest’anno è entrata a far parte del corpo docenti del nostro Istituto come insegnante di educazione musicale. Da subito la professoressa Puccillo ha colpito tutti i suoi alunni per la sua voce melodiosa e soprattutto per la forte passione che trasmette negli assoli e quando ci guida nel canto. Per questo abbiamo deciso di farle qualche domanda.

D. Come ha conosciuto la musica?

R. Io sono nata in una famiglia di musicisti, mia madre era una cantante lirica e quindi sono cresciuta con la musica dentro casa, ho semprFOTO PUCCILLOe ascoltato musica classica e mi è sempre piaciuto dedicarmi al canto.

D. Perché è voluta diventare un’insegnante?

R. Sono impegnata da anni nell’insegnamento del canto, ho ricevuto una chiamata dall’istituto per la cattedra di musica e ho pensato sarebbe stata una bella esperienza insegnare ai ragazzi della scuola Santa Lucia Filippine di Nettuno.

D. Cosa è per lei la musica?

R. Io adoro la musica! È il mio modo di amare, quando canto io sento di trasmettere amore a chi mi ascolta.

D. Dove si è esibita?

R. Mi sono esibita in diverse chiese, in diversi teatri di tutta Italia come il Teatro dell’ Opera di Roma e ho avuto la fortuna di partecipare anche a tournée mondiali, come quella in Giappone.

D. Quale consiglio vuole dare a chi sogna di diventare una cantante bravissima come Lei?

R. Credere nei propri sogni e avere tanta passione, ma anche studiare e impegnarsi tanto. Senza il sacrificio è difficile raggiungere grandi risultati.