CinemaMania: forza di volontà e amore, due armi efficaci contro le barriere della sordità

di Paula Marcelino

Il 6 Marzo la classe prima media ha avuto la possibilità di riflettere su tematiche sociali quali la disabilità e, in particolar modo, la sordità attraverso la visione del film “La famiglia Bélier”.

familien belier immagine

Ambientato in Francia e diretto da Éric Lartigau, il film ha vinto il premio Salamandre d’or (Premio del pubblico) al Sarlat Film Festival nel Novembre 2014.

Rodolphe Bélier, sua moglie Gigi e Quentin, il loro figlio minore, tutti privi dell’udito e della parola, sono agricoltori e vivono vicino a Lassay-les-Châteaux in Mayenne, nella campagna. Paula, la loro figlia maggiore di sedici anni, dotata sia dell’udito sia della parola, comunica con la famiglia attraverso la lingua dei segni e rappresenta per loro un’indispensabile interprete. Paula li aiuta nelle stalle e nella vita quotidiana, quando si tratta di rispondere al telefono, per trattare con il loro banchiere o tradurre una consultazione con il medico e al mercato cittadino, dove ogni domenica i Bélier vendono formaggio. Come attività extrascolastica, Paula sceglie il corso di canto perché vi si è iscritto Gabriel, un compagno di scuola che le piace.

L’insegnante di canto, riconosce subito il talento nascosto di Paula, che va coltivato e le propone di cantare in duetto insieme a Gabriel alla recita di fine anno. Gabriel va a casa di Paula per provare Je vais t’aimer, la canzone di Michel Sardou che dovranno eseguire insieme, su consiglio dell’insegnante: è l’occasione per ballare abbracciati.

Per Paula è in serbo però un’altra sorpresa: il suo insegnante di canto vuole che partecipi alle selezioni dei talenti di Radio France a Parigi: se vincerà si trasferirà a studiare nella capitale. Paula non ha il coraggio di dirlo ai genitori, anche perché nel frattempo il padre decide di candidarsi alle elezioni in opposizione al sindaco attuale. Paula ha paura per la reazione dei suoi genitori, è angosciata dai propri dubbi sulla sua vocazione musicale e dai doveri verso la sua famiglia. Difatti quando confessa la verità ai propri genitori, essi prendono come un tradimento il fatto che lei voglia trasferirsi a studiare a Parigi.

Tutto sembra rivoltarsi contro Paula finché un giorno alla mensa scolastica, Gabriel, che aveva rinunciato al duetto per la recita, invita Paula a tornare a scuola di canto. La recita di fine anno è un trionfo, i genitori di Paula, anche se non sentono la musica, si accorgono che gli altri spettatori sono tutti commossi quando i due cantano insieme la loro canzone.

Nel corso della notte insonne il padre ripensa al futuro della ragazza. Al mattino presto sveglia Paula e tutta la famiglia: si parte per Parigi. Arrivano alla Maison de Radio France appena in tempo per l’audizione; si precipitano anche Gabriel e il maestro di canto che riesce ad accompagnarla al piano mentre canta Je vole di Michel Sardou, una canzone che parla di un ragazzo che lascia la casa dei genitori per seguire la propria strada. Paula, mentre canta, riproduce i testi con la lingua dei segni per la sua famiglia, seduta in platea. I genitori di Paula, commossi, accettano quindi la partenza della figlia.

Il film, dunque, mostra in modo semplice come, nonostante la disabilità ponga spesso evidenti barriere, la forza di volontà e l’amore siano due armi efficaci per vincere le battaglie della vita.

Passione e sacrificio, la ricetta vincente della prof. Puccillo

di Benedetta Calvo e Paula Marcelino

Si chiama Maria Regina Puccillo e da quest’anno è entrata a far parte del corpo docenti del nostro Istituto come insegnante di educazione musicale. Da subito la professoressa Puccillo ha colpito tutti i suoi alunni per la sua voce melodiosa e soprattutto per la forte passione che trasmette negli assoli e quando ci guida nel canto. Per questo abbiamo deciso di farle qualche domanda.

D. Come ha conosciuto la musica?

R. Io sono nata in una famiglia di musicisti, mia madre era una cantante lirica e quindi sono cresciuta con la musica dentro casa, ho semprFOTO PUCCILLOe ascoltato musica classica e mi è sempre piaciuto dedicarmi al canto.

D. Perché è voluta diventare un’insegnante?

R. Sono impegnata da anni nell’insegnamento del canto, ho ricevuto una chiamata dall’istituto per la cattedra di musica e ho pensato sarebbe stata una bella esperienza insegnare ai ragazzi della scuola Santa Lucia Filippine di Nettuno.

D. Cosa è per lei la musica?

R. Io adoro la musica! È il mio modo di amare, quando canto io sento di trasmettere amore a chi mi ascolta.

D. Dove si è esibita?

R. Mi sono esibita in diverse chiese, in diversi teatri di tutta Italia come il Teatro dell’ Opera di Roma e ho avuto la fortuna di partecipare anche a tournée mondiali, come quella in Giappone.

D. Quale consiglio vuole dare a chi sogna di diventare una cantante bravissima come Lei?

R. Credere nei propri sogni e avere tanta passione, ma anche studiare e impegnarsi tanto. Senza il sacrificio è difficile raggiungere grandi risultati.